GovernanceAmmodernamento e innovazione della PA |
|
|
|
Aree riservate
Canali tematici
|
"La crisi economica può rendere convenienti le rinnovabili": l'ultimo Rapporto WWF
Parla Andrea Masullo, responsabile Energia del WWF.
“L’Italia non ha saputo in alcun modo cogliere l’occasione di tali impegni per rinnovare il sistema energetico con il risultato di accumulare una crescente distanza dagli obiettivi del Protocollo di Kyoto, il che non solo espone il nostro Paese a pesanti penalità economiche, ma accresce anche le difficoltà nel seguire le politiche europee con i ben più incisivi obiettivi per il 2020”. Lo sostiene Andrea Masullo, responsabile scientifico per l’energia del WWF e coordinatore scientifico del recente rapporto pubblicato dal WWF su “Cambiamenti climatici, clima ed energia: linee guida per una strategia nazionale di adattamento e di mitigazione”. “Gli obiettivi di Kyoto sono già disattesi, diciamo che per l’Italia gli obiettivi del pacchetto UE, al 2020, sono un Kyoto dilazionato, da applicare con 8 anni di ritardo”. Come incide la crisi economica sugli obiettivi ambientali previsti, a questo punto, dal pacchetto Ue “20-20-20”? “Teniamo presente che la crisi economica non è solo di natura finanziaria: la crisi finanziaria è il sintomo, ma la malattia è la limitatezza delle riserve accertate di fonti non rinnovabili come l’uranio e le risorse fossili (carbone, gas e petrolio). Il ricorso alle energie rinnovabili quindi non è solo opportuno ma indispensabile, visto che negli ultimi anni, nonostante l’arresto di consumi energetici legato alla crisi, c’è stato un aumento globale del 2% di consumi di energia elettrica, calore e trasporti. Se questo trend continuasse le risorse non rinnovabili si esaurirebbero entro il 2050”. I recenti accordi tra Italia e Francia parlano di un ritorno al nucleare nel nostro Paese: può essere una soluzione? “Il costo del kWh (kilowattore) nucleare, visto che non viene ancora compreso il costo dello smantellamento delle centrali né quello di smaltimento delle scorie, è nel range delle altre fonti di energia, sebbene posizionato più verso l’alto. Tuttavia uno studio di Moody’s, pubblicato a maggio del 2008, parlava di un raddoppio dei costi del KWh nucleare entro il 2022. Considerato che le nostre centrali, come sostiene il Governo, entreranno in funzione a partire dal 2020 ci troveremmo a gestire un costo che sarà salito, dagli attuali 10 ai 20 centesimi di dollaro per KWh, con delle emissioni di CO2, peraltro, pari a quelle del gas, quindi molto elevate a causa dell’esaurimento delle miniere di uranio superficiali e ad alta concentrazione. Il nucleare, secondo la prestigiosa agenzia di ratings Moody’s, farebbe quindi salire pesantemente il costo delle bollette energetiche”. E allora parliamo di energie rinnovabili “Il ricorso alle energie rinnovabili è un’occasione, dovrebbe essere un obbligo per gli Stati, le Regioni e gli enti locali. L’investimento in efficienza energetica rende 4 volte più energia rispetto ad un pari investimento in nucleare e carbone. Prendiamo ad esempio la più costosa tra le energie rinnovabili, il fotovoltaico: il suo prezzo va progressivamente scendendo. In alcune regioni d’Italia come Sicilia, Sardegna, in alcune aree della Puglia, gli impianti fotovoltaici hanno già oggi un costo competitivo rispetto alle centrali a turbogas; intorno al 2020-2025 saranno competitivi anche rispetto alle fonti fossili. Per non parlare della geotermia di bassa temperatura per cui l’Italia gode di situazioni uniche al mondo: la stessa città di Roma si trova su una falda acquifera con temperature fra i 20 e i 46°C: Questo vuol dire che i cittadini potrebbero spegnere condizionatori e caldaie e, con una pompa di calore, sfruttare l’acqua calda che si trova a soli 40-50 metri dalla superficie. In sostanza entro il 2030, attraverso l’efficienza energetica, i consumi potrebbero essere ridotti del 50% e la metà della domanda di energia potrebbe essere soddisfatta da fonti rinnovabili”. Al momento l'impegno per le energie rinnovabili è lasciato all' iniziativa di Regioni e Province. “Sì, tuttavia manca una ripartizione degli obiettivi su base regionale che sarebbe indispensabile e gli obiettivi andrebbero fissati dietro una analisi delle potenzialità del territorio e non su base economica. In questo modo tutte le regioni italiane potrebbero dar fondo a risorse al momento inesplorate, rendendo il Paese davvero indipendente dall’estero e da speculazioni di mercato, almeno per quanto riguarda l’energia”.
From
03/19/2009 11:53 AM
to
03/19/2009 11:53 AM
Luogo
Progetto
Argomento
Ambiente
Coverage
Italia
Destinatari
Relation
Editore
ITA
Formato
Last modified:
03/19/2009 10:20 PM
|
Cerca nel portale
Crediti
Servizi e prodotti
Rassegna stampa Governance Newsletter Governance Su Internet
Principali istituzioni coinvolte nell'iniziativa Link utili Riferimenti
Per segnalazioni, esperienze o richiesta informazioni sui contenuti di questo sito: Governance |
|
AVVERTENZA: le informazioni contenute in questo sito formano oggetto di una clausola di esclusione della responsabilità e di un avviso sulla riproduzione dei materiali.
|